“FASCISMO”
PERIODICO SETTIMANALE DELLA FEDERAZIONE FASCISTA VALTELLINESE
NOVEMBRE 1923
SONDRIO INAUGURA SOLENNEMENTE IL NUOVO PALAZZO SCOLASTICO
Sondrio patriottica e buona ha vissuto domenica scorsa un’altra giornata di gaudio intimo e grandioso.
L’inaugurazione della nuova Sede delle Scuole Elementari cittadine rivestì il carattere di un rito profondamente sentito dalla popolazione la quale partecipò col più schietto entusiasmo alla bella cerimonia che fu l’esaltazione solenne della Scuola, fattore primo che, attraverso l’educazione dei figli minori, dischiude ai popoli le vie radiose della civiltà e del progresso.
Fin prima delle dieci del mattino, Via Battisti pullulava di popolo che s’andava man mano ammassando nel vastissimo cortile dove doveva aver luogo la cerimonia inaugurale.
All’ora prestabilita, tutte le autorità cittadine prendono posto nell’ampia tribuna, accolte dall’Inno di Mameli cantato con intonazione perfetta dagli alunni delle nostre Scuole Elementari, il cui numero ammonta a poco meno di un migliaio.
La benemerita Banda Civica accompagna il coro immenso che, tra i più vivi applausi canta pure l’Inno “Sorgi , o tricolor bandiera”.
Il Segretario capo presso il nostro Municipio dottor Cv. Gino Sestini comunica i telegrammi e le lettere di adesione e di saluto inviati dal Ministro della Pubblica Istruzione, S. Eccellenza Gentile, dall’On. Serpieri, sottosegretario dell’Economia Nazionale, di S. E. Credaro, degli onorevoli Ostinelli, Venino e Jacini, dal venerando prof. Comm. Buzzi Omobono, ex direttore delle Scuole Elementari della nostra città, dal R. Provveditore agli Studi, dal Magg. Cav. Giacconi, comandante il presidio militare di Sondrio e di altre cospicue personalità che per cause di forza maggiore non poterono presenziare alla cerimonia.
Il reverendo Arciprete mons. Majolani impartisce all’edificio
Intanto, mentre le autorità riprendono posto sulla tribuna, arriva il Poeta Bertacchi, accolto al suo apparire dalle note della Marcia Reale mentre la folla prorompe in una spontanea ovazione di simpatia.
Ill Sig. Prefetto comm. Valle, con parola calda e vibrante, porta il saluto del Governo Nazionale e il plauso sincero per Sondrio operosa che in tanto conto tiene l’educazione e l’istruzione dei suoi figli.
Accolto da vibranti applausi prende quindi la parola il benemerito nostro Sig. Sindaco comm. Bosatta il quale si compiace innanzitutto dell’alto e nobile spirito di sacrificio di cui ha dato prova la cittadinanza Sondriese mai seconda a nessuno nelle più pure e grandiose affermazioni civili.
Ricorda con accento commosso il suo predecessore comm. Avv. Antonio Lungoni dal quale partì l’iniziativa della erezione di un nuovo edificio che raccogliesse tutte le scuole elementari della città che mancavano fino ad oggi di una sede decorosa e tributa, molto opportunamente un plauso sincero al Cav. Ing. Marcello Grazzani, redattore del progetto, al cav. Ugo Benvenuti, geniale esecutore del progetto stesso e ai suoi validi e instancabili collaboratori, l’imprenditore Felice Massera e l’assistente Pietro Del Giovannino.
Dopo aver ringraziato le famiglie degli scolari che vollero offrire una somma non indifferente per l’acquisto di materiale didattico, l’egregio Comm. Bosatta cede la parola al Poeta Bertacchi.
La fine del discorso del Sig. Sindaco fu vivamente applaudita da tutta la massa di popolo presente che ha voluto salutare in lui il profondo e migliore interprete dei suoi desideri e dei suoi bisogni.
L’ORAZIONE DEL POETA
Giovanni Bertacchi, accolto da una imponente ovazione, dopo essersi manifestato ben lieto di portare nella cerimonia la sua parola di insegnante e di Valtellinese, comincia il suo discorso con un inno ispirato al monte, al suo monte, pieno di intima poesia e di sovrumana bellezza al cospetto del quale vorrebbe che si educassero le novelle generazioni al culto del bello e del buono.
Dice che nel rigore di una fredda mattinata autunnale, dalle novelle aule che mani gentili di insegnanti e di alunni hanno voluto infiorire, si sprigiona un calore di vita feconda che conferma ancora una volta a Sondrio il primato che essa ha sempre avuto nel campo della educazione popolare.
Afferma che la scuola non è semplicemente il locale dove i figli del popolo imparano a scrivere, a leggere e a far di conti.
Essa è qualche cosa di più: è il tempio dove le anime ingenue dei bimbi si schiudono alla vita, dove le coscienze si plasmano e si formano; è il sacrario dove hanno luogo le prime manifestazioni di mutua solidarietà.
Parlando della necessità dell’educazione del popolo, Bertacchi rievoca i tristi giorni di Caporetto quando la stampa tedesca rimproverava ironicamente al nostro paese di non aver insegnato a leggere e scrivere al suo popolo anziché gettarlo in una guerra disastrosa.
Fu allora che gli analfabeti d’Italia ricacciarono in gola al tracotante avversario l’ingiuria scottante col motto: “Monte Grappa tu sei la mia patria”.
A questo punto il poeta con la sua smagliante parola, leva un inno alato agli analfabeti d’Italia, umili ed eroici artefici della gloria di Vittorio Veneto.
Chiude il suo dire inneggiando alla scuola culla dei più alti ideali di Patria, Famiglia, umanità.
L’immensa folla commossa e suggestionata dalla dolce e al tempo stesso poderosa perorazione di Giovanni Bertacchi, prorompe in frenetiche acclamazioni che durano per parecchio tempo. L’impressione e la commozione suscitata dalle parole del Poeta nostro sono vivissime.
La signora Elisa Raggi Samaden, direttrice didattica ringrazia a nome degli insegnanti e degli alunni e infine la bambina Rosa Bertoli, a nome dei suoi compagni consegna con acconcie parole al Sig. Sindaco la pergamena offerta dalle famiglie degli scolari unitamente alla somma di L. 1738,40 da destinare per l’acquisto di materiale didattico.
Il comm. Bosatta, sinceramente commosso, ringrazia nuovamente.
La cerimonia è finita e si forma il corteo che deve recarsi al Municipio a deporre una corona di fiori sulla lapide che ricorda i nomi dei valorosi caduti nell’ultima guerra.
Al corteo interminabile che sfilò ordinatamente davanti alle autorità presero parte, oltre agli istituti cittadini di educazione, le rappresentanze di tutte le associazioni Sondriesi con vessillo.
A mezzogiorno ebbe luogo all’albergo della Posta la colazione offerta dal Municipio e signorilmente servita dal proprietario sig. Vitali.
Allo spumante parlarono brevemente il dottor Morelli per l’amministrazione Comunale, il vice Prefetto comm. Bertoldi, l’ing. Vitali per
L’EDIFICIO
Il grandioso fabbricato venne costruito, su progetto dell’egregio ingegnere Grazzani cav. Marcello, che diresse personalmente i lavori con la intelligente e solerte collaborazione dell’appaltatore Sig. Benvenuti ing. agr. Cav. Ugo e dei capimastri signori Fratelli Massera.
Abbiamo visitato l’edificio domenica nel pomeriggio e abbiamo rilevato con piacere come nulla sia stato trascurato perché il nuovo palazzo scolastico rispondesse a tutte quelle esigenze, richieste dall’igiene e dalle necessità didattiche.
IL fabbricato consta di 21 locali, tre dei quali grandissimi, pieni di aria e di luce, completamente riscaldati a termosifone.
Comprende inoltre tre locali ad uso uffici più l’alloggio del custode al secondo piano.
Nel sotterraneo vi sono altri 7 locali, due di quali adibiti a cucina e refettorio dell’asilo Infantile.
Per mezzo di due scaloni si accede ai vasti corridoi dei diversi piani e di qui alle singole aule che durante la nostra visita abbiamo trovato tutte infiorate e pavesate di tricolore.
Sulla porta di ogni aula vigilavano due scolari che salutavano romanamente i numerosi ed ammirati visitatori.
Abbiamo notato con piacere che in ogni corridoio sono stati affissi il Bollettino della Vittoria e l’elenco dei caduti in guerra.
Alla sera il palazzo venne sfarzosamente illuminato con due stelle luminose e con un grande festone di lampadine tricolori per tutta la sua lunghezza.
Alla on. Amministrazione Comunale e in particolar modo all’esimio sig. Sindaco comm.Bosatta che hanno dato prova di tenere nella più alta considerazione l’istruzione del popolo come uno dei principali fattori della grandezza della Nazione, giunga, fra le numerose manifestazioni di plauso, anche la nostra sincera e cordiale.